Il Padrone – Con i sentimenti ci vuole prudenza

La strada era una traversa a sinistra uscendo dal paese. Lei abitava lì. Evitavo accuratamente di passarci, non volevo che mi vedesse. Ero innamorato, ma lei non lo sapeva, lo avrebbe mai saputo. Mai. Mai.
Ero convinto di questo. E’pericoloso mettere un sentimento in mani ad una donna. Me lo avevano detto. Lei prender il tuo cuore e lo strizza come uno straccio da pavimenti. Ti sbrana il cuore e tu, moderno Prometeo, lo ricostruisci tante e tante volte finchè non rimane nulla, un deserto di astio e il cuore secco come la testa di una noce secca.

 

 

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Il mio amore era solo mio.
Non lo potevo dividere con nessuno, tantomeno con lei. Chi era per prendere il mio amore?
Però per strada, a volte, la avvicinavo, badando bene a non famri riconoscere, per respirare la sua stessa aria, per camminare sui suoi stessi passi.

 

 

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Se entrava in un negozio guardavo dalla vetrina, poi quando usciva entravo io, per toccare le stesse cose che aveva toccato lei. Non nascondo l’imbarazzo che mi capità una volta che una commessa mi sorprese ad accarezzare con trasporto un capo di biancheria intima femminile, molto intima e molto femminile, che fui costretto ad acquistare, provando grande vergogna.

 

 

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Un giorno la vidi con un tipo, uno di quei tipi che piacciono alle donne, uono di quelli che danno sicurezza. “Bene”, pensai,”ben più furbo sono stato io che ho difeso il mio amore”. Che amore era il mio!
Di grandi e piccole cose, di emozioni cangianti, di sessualità tonitruante. Come stavo bene, come ero felice.

 

 

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Lui lo vedevo, sacrificato a dare sicurezza alla famiglia, già, perchè erano anche arrivati dei figli.
Lei era lei, ma si era sciupata, le caviglie più gonfie, usciva sempre meno. Lui si era fatta una posizione, perchè gli uomini che ispirano sicurezza una posizione se la fanno, i figli erano già grandi e lei invecchiava. Aveva cominciato ad andare in chiesa ed io mi ero fatto più ardito, andavo alle stesse messe ed una volta avevo avuto l’audacia di sedermi due file dietro di lei. A volte l’amore fa fare delle autentiche follie.

 

 

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Un giorno lui morì, c’era tanta gente al funerale e lei piangeva, piangeva tanto. I figli l’avevano resa nonna e i nipoti cercavano di farle coraggio.
La sua figura si era appassita, i movimenti più goffi, aveva perso quel passo saettante della gioventù, quell’incedere che induceva gli uomini al torcicollo. Ma quella luce in quegli occhi, quella luce!
Quella luce che ha nutrito il mio amore per anni, ed anni, ed anni, quella luce non era spenta, no, non era spenta. Dio, come l’amavo.

 

 

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Ma lei era vecchia ormai, ed un giorno morì. Constatai che al suo funerale c’era meno gente che a quello del marito. Per me fu un giorno strano, ero triste perchè lei non c’era più ma ero anche contento perchè finalmente il mio amore non avrebbe più corso dei rischi.
Fu sepolta nella tomba di famiglia. Aspettai dei giorni, delle settimane, dei mesi, poi una sera mi nascosi nel cimitero ed aspettai che chidesse. Portai dei fiori. Era un piccolo mazzo di fiori.
Lo posai sulla tomba affianco alla sua.
Con i sentimenti ci vuole prudenza.

Il Padrone
graphic novel
testi: Giuse Alemanno
disegni: Michele Petrelli

Il Padrone – Con i sentimenti ci vuole prudenza 2015-07-05T09:56:10+00:00 michele-petrelli



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